Dinamo Dazzi comprende ed applica la lezione strategica di dien bien phu

 
Senza di loro la dazzi non avrebbe mai vinto: da sinistra, il Comandante delle forze armate Viet Minh Vo Nguyen Giap, al suo fianco il “maestro” Ho Chi Minh. 

Il Fattore Campo è comunemente definito, in gergo calcistico, la capacità di una squadra di sfruttare al meglio la conoscenza del terreno di gioco. La Dinamo Dazzi non fa mistero, come formazione indigena, di conoscere il dazzi stadium letteralmente “metro per metro” ma questa volta il campo era irriconoscibile anche per chi lo aveva arato, misurato, decespuglito, rifinito. Dinamo Dazzi sconfigge Casa Nepi 2-0 in uno scontro memorabile terminato, nei festegiamenti, con un tuffo collettivo e preceduto da cadute, scivoloni e pizze di fango da “mai dire Banzai”. Il fattore campo non sarebbe bastato, quindi, se non inteso e trasformato in vera e propria strategia operativa. E così è stato. La formazione di casa analizza la situazione, soppesa le potenzialità dell’avversario, misura i propri limiti; Dinamo Dazzi si accorge, dopo pochi minuti di gioco, che non resta che “applicare la lezione Vietnamita”e la mente vola a Dien Bien Phu. Dien Bien Phu ?
Si Dien Bien Phu, una piccola città nel nord-est del Vietnam da cui parti l’ultima e decisiva offensiva delle forze armate rivoluzionarie Viet Minh contro la Legione Straniera Francese. Dien Bien Phu, corre l’anno 1954, la prima e decisiva vittoria, della storia, di una guerriglia popolare rivoluzionaria contro un esercito regolare coloniale.
A Dien Bien Phu vincono gli “indigeni” (così si chiamavano), una vittoria seconda solo alla battaglia di Adua del 1896 in cui le truppe coloniali italiane vennero sconfitte dagli Eritrei di Menelik. Dien Bien Phu era una conca circondata da montagne e gli strateghi vietnamiti seppero sfruttarlo, le armate guidate da Vo Nguyen Giap si infilarono nella boscaglia attirando i francesi in campo aperto e lasciando che l’acqua e il fango delle risaie rendessero impossibile manovrare e ripiegare le artiglierie francesi tronfie delle proprie batterie. Casa Nepi, formazione sorella e in niente paragonabile alle odiose truppe coloniali francesi, è dovuta soccombere all’infallibile strategia di Dien Bien Phu; il bomber non trova l’appoggio per le sue bordate, il campo pesante ne limita la maggiore capacità atletica, il fango rende inutili le galoppate di Fabietto, sempre il fango manda in botta il tecnico Maurino. La “risaia” del dazzi stadium non risparmia nessuno fatto salvo il portiere di Casa Nepi che, nel fango, riscopre il suo essere anfibio. Dinamo Dazzi valorizza al meglio l’anzianità, riscopre, spronandoli con parole semplici ma accorate, vecchie glorie come Baldini e Macconi, Ranfagni e Pellegrini cercano grip sulle fasce laterali. Nella lezione di Dien Bien Phu c’è la chiave di una vittoria diffcile.               

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